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Fanny Blankers Koen

Francine Elsje Koen (detta Fanny) nasce ad Hoofdort vicino ad Amsterdam il 26 aprile 1918. Di origine ebrea, per i suoi risultati altamente significativi, è stata nominata, da parte della Federazione Internazionale di Atletica Leggera, atleta del XX secolo.
Durante la sua lunga carriera, non solo per la sua polivalenza nel mondo agonistico ma anche per la sua giovialità e amicizia nonché per l’attaccamento alla famiglia, ha saputo diffondere grande simpatia dando un notevole impulso al mondo dell’atletica femminile, che in quel periodo cominciava a farsi conoscere dimostrando tutta la sua forza.
A soli 17 anni, siamo nel 1935, corre gli 800 in 2’29”” stabilendo il suo primo record nazionale. L’anno successiva dimostra la sua ecletticità gareggiando alle olimpiadi di Berlino del ’36 sia nella Personaleetta 4x100 che nel salto in alto e due anni più tardi corre le 100 yarde in 11”0 segnando il suo primo record del mondo.
Scoppia la seconda guerra mondiale e Fanny, pur timorosa di eventuali deportazioni per le sue origini ebraiche, ne approfitta per diventare mamma per la prima volta dopo aver sposato Jahn Blankers, giornalista del “De Telegraph”, ex triplista, suo allenatore.
Causa la guerra mancano le grandi gare internazionale, ma questo non scoraggia la Koen che tra il ‘42 e il ‘44 abbatte ben tre primati mondiali: 11”3 sugli 80 ostacoli, 1,71 nel salto in alto e 6,25 nel salto in lungo.
Abbatte anche il record dei 100 ma questo risultato non viene omologato perché gareggiava con uomini. E così si rifà con la squadra olandese, ottenendo nel ‘44 i record delle Personaleette 4x200 e della 4x110 yards.
Finisce la guerra e i grandi meeting la vedono subito protagonista. Divenuta mamma per la seconda volta, e agli Europei di Oslo del ’46 vince l’oro negli 80 ostacoli e nella 4x100 facendosi affibbiare il sopranome di “mamma volante” – che porterà simpaticamente per tutta la sua carriera – in quanto tra una gara e l’altra soleva allattare la piccola appena nata.
Arriva così l’appuntamento di Londra ’48, la prima Olimpiade del dopoguerra. E Fanny si presenta con un accredito non comune: due record mondiali ottenuti una settimana prima dell’evento olimpico ( 11”5 sui 100 e 11”0 sugli 80 ad ostacoli). Ma il calendario delle gare olimpiche non le permette di dimostrare tutto il suo valore di atleta eclettico. E così abbandona i salti e si presenta nelle corse veloci portando a casa ben quattro medaglie d’oro (100, 200, 80 ostacoli, Personaleetta 4x100).
Il suo ritorno in patria viene segnato da grandi trionfi e le viene dedicato un monumento.
Due anni dopo, agli Europei del ’50 ancora tre vittorie (100, 200 e 80 ad ostacoli) dopo aver migliorato, poco prima, ancora due primati mondiali nel pentathlon e nelle 200 yards. Si presenta alle olimpiadi di Helsinki del ’52 ma all’età di 34 anni la sorte non le è amica ed una brutta caduta nella finale degli 80 ad ostacoli la toglie dal mondo delle grandi competizioni che abbandona definitivamente nel 1954.
Sicuramente se non avesse avuto la sfortuna di restare inoperosa per il periodo bellico (dopo l’Olimpiade di Berlino ’36 cui aveva partecipato a soli 18 anni la ritroviamo a Londra nel ’48) saltando ben due turni olimpici, Fanny Blankers Koen sarebbe stata, nel mondo dell’atletica femminile, l’atleta più significativa in assoluto di tutti i tempi.