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Dawn Fraser


Figlia di padre scozzese e madre australiana, la più forte atleta dei 100 stile libero, nasce a Sydney – in Australia - nel settembre del 1937. Ottava figlia, viene iniziata alla pratica del nuoto dal fratello Don e dopo allenamenti sfibranti e faticosi imposti dall’allenatore più famoso del tempo, Harry Gallagher, esplode nel 1956, durante le olimpiadi di Melbourne.
Qui, il 21 febbraio, all’età di 18 anni, fissa il suo primo record del mondo nei 100 stile libero con 1’04”5 cancellando quello dell’olandese Willy den Ouden che resisteva da oltre venti anni. Si ripete anche nella Personaleetta 4x100 stile libero mentre è argento nei 400 stile libero.
E anche all’Olimpiade di Roma del ’60 e in quella di Tokyo del ’64 sarà sempre prima assoluta nei 100 stile libero.
Nell’intervallo tra le due olimpiadi durante i Giochi del Commonwealth dell’ottobre ’62 porta, per la prima volta nel mondo, il record dei 100 stile libero sotto il minuto (59”9), mettendo al collo in questi Giochi, ben quattro medaglie d’oro.
Ma a Roma rende palese il suo carattere difficile quando, dopo un alterco che rasenta la rissa con la sua compagna di squadra Andrei, si rifiuta di scendere in gara nella Personaleetta 4x100.
In altre occasioni, a causa di qualche drink, si fa trovare piuttosto su di giri prima delle gare e questo getta su di lei critiche pesanti da parte della stampa e della sua Federazione.
La sua indole forte e tenace le permette di superare innumerevoli difficoltà, dovute sia ad una allergia che le procura spesso crisi asmatiche e sia a momenti di sfortuna come quando – prima delle olimpiadi di Tokyo ’64 - a causa di un brutto incidente in auto, con conseguente perdita della madre, deve restare per più mesi in ospedale.
Il massimo di questa sua indole ribelle la raggiunge proprio a Tokyo quando viene sorpresa dalla polizia a rubare la bandiera olimpica davanti al palazzo Imperiale (la sua difesa sarà ”l’avevo presa in prestito!”). Dopo le scuse ufficiali, verrà rimessa in libertà e la bandiera le sarà offerta, in dono, dallo stesso imperatore! .
Nel quadriennio successivo, già in cattiva luce per questo episodio, al suo ritorno in Australia, critica apertamente alcuni atleti e alcuni dirigenti della sua Federazione (definendo questi ultimi, in un libro scritto con un giornalista, “i più stupidi del mondo”)
Non serve il fatto di essere la migliore del mondo; e puntuale arriva per lei una pesante squalifica di ben dieci anni, che suona molto di vendetta da parte di alcuni.
E così la Fraser si vede costretta ad abbandonare i campi di gara e impossibilitata a partecipare alle olimpiadi di Messico ’68 dove sicuramente si sarebbe ripetuta nei 100 stile libero portando a quattro le sue vittorie consecutive, record mai ottenuto da altro atleta nel nuoto.
Uscita così dal mondo dello sport agonistico, farà comunque parlare ancora di se per aver portato in tribunale un marinaio olandese da cui – diceva – di avere subito violenza. Ma la magistratura non riuscì mai a chiarire questo dubbio episodio.
Impegnata poi in politica è stata eletta nel 1988 nel Parlamento del Nuovo Galles del Sud occupandosi di ecologia e problemi di infanzia, ove è rimasta in carica fino al 1991.
Nonostante la carriera sportiva prematuramente accorciata, Dawn Fraser, forte dei suoi 39 primati mondiali abbattuti tra gare individuali e Personaleette, resta sicuramente una delle atlete più di spicco del mondo olimpico.